MALARIA una delle principali emergenze sanitarie.

Due miliardi e ottocentocinquanta milioni di esseri umani,vale a dire due quinti della popolazione mondiale,hanno corso il rischio di ammalarsi di malaria. Mappate le regioni dove si diffonde,la maggior parte in Asia,Africa e il 5 per cento in America. Definita”malaria”in seguito alla credenza che venisse trasmessa dalle paludi e dall’aria stagnante,la
malaria oggi minaccia oltre il 40 per cento della popolazione mondiale,soprattutto nei Paesi poveri. Assieme alla tubercolosi e all’Aids,la malaria è oggi una delle principali emergenze sanitarie del pianeta. Oltre che essere endemica inmolte zone del pianeta,la malaria viene sempre più frequentemente importata anche in zone dove è stata eliminata.Dopopiù di un secolo di studi e controlli il Plasmdium vivax rimane il parassita più diffuso nel mondo,anche più del Plasmodium falciparum,considerato con tasso più alto di martalità.
In Italia la malaria è stata sradicata,vi si registrano solo sporadici singoli casi d’importazione turistica o immigrati provenienti dalle aree endemiche. In Italia la nascita di un nuovo focolaio è estremamante improbabile.
Rosanita GalleniMALARIA MOSQUITO

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Gli aquiloni di Gaza

gli aquiloni di gaza

Migliaia di aquiloni hanno colorato il cielo di Gaza:lo show dei bambini. Ne sono volati 7202 sulla spiaggia del nord
della Striscia,più del doppio rispetto ai 3000 dello scorso anno.
L’evento organizzato dall’agenzia ONU per rifugiati palastinesi Unnwa.
Quando sembra che il mondo sta andando alla deriva,vittima di se stesso e delle follie dei suoi abitanti,accadono sempre piccole cose in grado di scompaginare un gioco al massacro. La piccola cosa è accaduta a Gaza il 10 agosto
2010 dove tutti ormai sanno,non prospera un villaggio turistico.
Gli aquiloni spinti dal vento disegnano traiettorie colorate nel cielo,oggetti poveri che la fantasia concepisce come vuole e che il vento trasforma in uccelli guidati molte volte da un filo retto da bambini…i bambini di Gaza che hanno dispiegato al vento,in un tranquillo mattino d’agosto,un orizzonte di libertà
Rosanita Galleni

Il sistema”Abreu” conquista il mondo

Josè A. Abreu,65 anni ha ricevuto il 14 gennaio 2010 all’Auditorium della musica di Roma il premio Unicef per aver dedicato tutta la sua vita alla tutela dell’infanzia e dell’adolescenza,ed essersi distinto nelle attività di recupero,attraverso la musica,di ragazzi in situazione di grave disagio.
Centocinquanta orchestre giovanili e 140 infantili…250000 tra bambini e ragazzi che hanno imparato a suonare uno strumento musicale e fanno parte di un’orchestra.
Il sistema Abreu è un progetto sociale e musicale messo a punto 32 anni fa in Venezuela che consiste nel togliere i bambini e gli adolescenti dalla strada,strappandoli così alle bande criminali,riscattandoli da una situazione di miseria materiale e spirituale,insegnando loro la musica,dando loro la forza per lottare per il proprio futuro e quello delle persone vicine.
Abreu è sostenuto e ammirato dai più grandi musicisti,a cominciare da Claudio Abbado.
Abreu era partito con l’idea di riscattare i giovani del suo Paese il Venezuela,ma la Fundaciòn del Estado para el
Sistema de Orquesta Juvanile e Infantil Venezuela è diventato molto di più,un modello per l’intero Sudamerica
e per i Paesi ricchi dell’Occidente. A fronte del crescente disinteresse nei confronti della musica,l’entusiasmo dei
giovani venezuelani,la loro bravura,costituisce un interesse a cominciare dall’accademia nazionale di Santa
Cecilia che si sta impegnando già da qualche anno per la costituzione di cori e di orchestre giovanili.
Suonare in un’orchestra,spiega il maestro Abreu,è molto di più di studiare musica,significa entrare in una comunità,in un gruppo che si riconosce …perseguire insieme uno scopo. Ecco perchè cambia la vita! Ho voluto
insegnare musica ai bambini perchè sono musicista e non mi piaceva che la musica fosse ridotta ad un passatempo
per le minoranze,il mio era un progetto sociale per i bambini poveri,ma l’entusiasmo con il quale questo progetto è stato accolto mi ha spinto a farlo diventare un vero e proprio progetto musicale. La musica permette di crescere
spiritualmente e mentalmente. E’ l’arte che riesce a riconciliare la volontà e l’anima. il giovane diventa artista ed
ottiene un riconoscimento sociale,diventa l’orgoglio della famiglia è ha così il suo riscatto.
Una bella favola…NO REALTA’ della volontà di un uomo per il recupero dei giovani a rischio..
Rosanita Galleniabreu

Infortuni sul lavoro:donne sempre più vittime.

lavoro-femminileLe donne sono sempre più suscettibili di subire infortuni mentre lavorano…a rivelarlo è l’Inail che alla vigilia della giornata mondiale della salute e sicurezza sul lavoro afferma:” la condizione delle donne che lavorano e la condizione degli extracomunitari,che lavorano in Italia,sono le fasce sociali maggiormente esposte agli infortuni sul lavoro”.
Gli incidenti lavorativi spesso non sono riconosciuti,più della metà dei quasi 3000 infortuni sul lavoro denunciati nel 2010 il 55%,si sono verificati nelle cicine di alberghi e ristoranti e industrie,a subirli è stata la mano d’opera femminile…infortuni che lasciano le lavoratrici invalide e mutilate.
Dall’inizio dell’anno siamo a quota mille morti sul lavoro in Italia,ma poco se ne parla.Non c’è giorno che sul lavoro non si conti un decesso o un grave infortunio. A lanciare l’allarme è l’Associazione Articolo 21 che con il suo inesorabile contatore ricorda gli oltre 25000 invalidi e il milione di infortuni avvenuti nel corso del 2009 nel nostro Paese.
l’infortunio sul lavoro femminile è un vero dramma,donne menomate nella capacità lavorativa,nell’impossibilità di rispondere alle esigenze degli affetti e alla conduzione della casa.C’è l’incognita del reinserimento lavorativo e di una mancanza valutazione del danno estetico,e delle ripercussioni psicologiche.
Solitamente le norme della sicurezza non erano rispettate ma molte lavoratrici pensano ad un loro momento di distrazione…chi può aiutare queste donne che hanno in sè il senso di colpa. Ci sono associazioni di donne mutilate che danno il loro contributo ma molte sono chiuse nel loro dolore. La donna coprendo il duplice ruolo di lavoratrice e casalinga,deve divenire destinataria di misure di protezione e sicurezza in entrambi i fronti.
Gli infortuni sul lavoro femminile sono l’altra metà del fenomeno delle cosidette “morti bianche”…migliaia di “morti rosa” che non fanno notizia!
Rosanita Galleni

Abuso di alcool tra i giovanissimi

cateneGrave il diffondersi dei fenomeni legati all’abuso di alcool tra i giovanissimi. L’ubriacatura con conseguente intossicazione acuta da alcolici è in percoloso incremento tra gli 11 e i 24 anni. L’abuso di alcolici resta uno dei principali fattori di rischio di malattia e di morte,l’abuso uvccide almeno 20 mila persone l’anno,in 7 mila muoiono per cirrosi epatica,oltre  2 mila e cinquecento perdono la vita per incidenti stradali causati dal bere,più di centomila italiani si ricoverano ogni anno in ospedale per conseguenze dell’abuso di alcolici.
Negli ultimi anni si sono diffusi comportamenti a rischio lontani dalle tradizioni nazionali,come consumi fuori pasto,ubriacature nel fine settimana e binge drinking(il bere compulsivo fino ad ubriacarsi,soprattutto tra i giovanissimi). Nella notte fra sabato e domenica sono altissime le percentuali dei giovani che perdono la vita in incidenti stradali…i giovani attendono il sabato per divertirsi e liberarsi di tutte le tensioni,le noie e le fatiche accumulate nel corso della settimana e cercano lo sballo con alcool e droghe.
I bar e le discoteche non aiutano a ridurre la soministrazione di bevande alcoliche e fanno orecchie da mercante anche con i minori. In italia non ci sono regolamentazioni nazionali sulla vendita e il consumo di alcolici,come avviene in altri Paesi,soprattutto nel nord europa…ci si muove un po’ in ordine sparso e molte amministrazioni locali hanno emesso ordinanze e limiti ai minorenni. La campagna su alcool e giovani fa parte di una serie di attività progettuali che l’istituto superiore di Sanità attraverso l’Osservatorio su Fumo,Alcool,e Droga ha condotto nel caso degli ultimi due anni su finanziamento del Ministero della Salute. L’obiettivo è quello di realizzare una campagna preventivas di comunicazione dei danni derivati dal consumo di questi elementi nocivi. L’evidenza è che le bevande alcoliche non sono adeguatamente percepite dai giovani come possibile fonte di problemi ma,anzi al contrario,prevalentemente come possibili fonti di benessere…una parte di generazione si ubtriaca per trovare l’identità e sentirsi libera.
Un milione e mezzo i ragazzia rischio,questo problema in crescita coinvolge entrambi i sessi. Si chiede soprattutto alle famiglie di essere attente,prima che sia troppo tardi.
Rosanita Galleni

L’imporzanza delle donne e le violenze subite

donna-mimosaSergio Cecchini,direttore della comunicazione di Medici Senza Frontiera Italia descrive l’importanza delle donne nelle crisi umanitarie. Le donne sono forti…sono il motore trainante delle famiglie in tutto il mondo e svolgono un
ruolo cruciale di supporto durante le crisi umanitarie. Ma le donne sono anche estremamente vulnerabili e costantemente sotto minacxcia di violenze,il mancato accesso all’istruzione,la mortalità materna,un maggior rischio di infezione HIV,le mutilazioni genitali femminili e le violenze sessuali e fisiche,sono tra i principali fattori di vulnerabilità in contesti di crisi e non…
Nei paesi in cui MSF opera sono le donne le prime a farsi carico del ruolo umanitario.esse garantiscono la protezione dei loro figli,li nutrono,li educano e si prendono cura della loro salute. Esse svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione della malnutrizione e salvano i loro figli malnutriti diventando i loro principali
assistenti,le insegnanti,il sostegno e le protettrici delle famiglie. Come conseguenza esse subiscono inutilmente gravidanze non desiderate,lesioni fisiche e perfino la morte…tutto questo si aggrava in situazioni di guerra.
nei campi di rifugiati,la mancanza di protezione espone le donne regolarmente ad un gran numero di pericoli. Esse
devono provvedere alle loro famiglie sebbene siano spesso soggette a estorsioni,furti,vessazioni e stupri.
La guerra produce violenza!  Le violenze sessuali come crimine di guerra sono una conseguenza della guerra stessa…sono sempre esistite,lo stupro può essere considerato un luogo della guerra,reato  inaccettabile ma vissuto ,purtroppo, quasi come un evento inevitabile. per lunghi anni le violenze sessuali sulle donne e bambine non erano considerate delitti da punire: al processo di Norimberga,ad esempio,non solo nessun imputato fu condannato per stupro,nonostante le numerose prove e nonostante che l’articolo 6 dello statuto del tribunale
desse la facoltà di condannare le persone che avessero commesso crimini contro l’umanità,ma le violenze sessuali non vennero comprese.solo nel 1949,nella Convenzione di Ginevra,vennero espicitamente menzionati gli stupri…
e solo nel 1998 gli stupri vennero definiti crimini di guerra.   Potete immaginare nei paesi dove la donna non è considerata…!!!
La violenza sessuale costituisce,infatti,una violazione dei diritti fondamentali della persona e se commessa all’interno di un contesto di conflitto armato,una grave infrazione al diritto umanitario,inoltre lo stupro è un crimine contro l’umanità.
Rosanita Galleni

CARCERI AL COLASSO

mano-sbarreLe leggi dure non possono avere risultati buoni,si ottiene di uccidere persone che magari hanno commesso degli
errori,ma non per questo meritavano la morte. Quello che è certo che sono entrati in prigione vivi e in buona salute e i loro corpi sono stati restituiti alle famiglie coperti di lesioni che nessuno è stato in grado di spiegare.
Purtroppo storie come Stefano Cucchi e altri sono solo la punta dell’iceberg di una situazione d’abusi e di illegalità. In nove anni i morti nelle carceri italiane sono stati più di 1500,più di un terzo classificati come suicidi.
L’ultima rivelazione del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha fotografato una situazione che è stata definita da emergenza nazionale per il sovraffollamento,al limite della tollerabilità…troppi detenuti,pochi agenti
anche per l’effetto delle misure restrittive introdotte dal Governo,pacchetto sicurezza su tutti,i detenuti sono
in continuo aumento.
Gli ultimi dati sullo stato delle carceri e i più recenti fatti di cronaca continuano a fotografare situazioni tragiche
non solo in Italia,ma le soluzioni sono diverse.
il 28 febbraio è la Giornata europea contro il sovraffollamento  delle carceri…il sovraffollamento e i suicidi accomunano più di una democrazia dell’ Unione.La condanna della corte europea dei diritti dell’uomo per trattamenti degradanti nei confronti dei detenuti.
Due terzi della popolazione di detenuti è composta di immigrati. Questa situazione deve avere qualche sbocco
non dovrebbero accumunare chi ha commesso reati minimi ai violenti e agli assassini
Rosanita Galleni

NO alla pena di morte…

pena-di-morteC’è chi si oppone incondizionatamente alla pena di morte ritenendola una punizione crudele,inumana e degradante,ormai superata,abolita da più della metà dei paesi nel mondo.
La pena di morte viola il diritto alla vita,è irrevocabile e può essere inflitta anche a innocenti…costituisce una VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI FONDAMENTALI,non offre alcun contributo alla lotta contro il crimine
violento ed è priva di effetto deterrente. Il suo uso sproporzionato contro i poveri e gli emarginati costituisce un grave atto di discriminazione,cosìcome il suo uso quale minaccia o repressione nei confronti di oppositori politici.
I paesi mantenitori della pena di morte sono 47. nei primi mesi del 2008,vi sono state 5454 esecuzioni,una diminuzione significativa dal 2006. Dei 47 mantenitori della pena di morte 38 sono paesi dittatoriali,autoritari o
illiberali. Sul terribile podio dei tre paesi che hanno più compiuto esecuzioni nel mondo figurano la Cina,l’Iran e
l’Arabia Saudita.   Nelle democrazie liberali gli Stati Uniti hanno praticato molteplici esecuzioni.
In 11 paesi a maggioranza mussulmana 373 esecuzioni,sempre nei primi mesi del 2008,molte ordinate da tribunali
islamici in base a una stretta applicazione della Sharia.  Il problema non è il Corano,perchè non tutti i paesi islamici
che a esso si ispirano praticano la pena di morte o fanno di quel testo il proprio codice penale,civile o ,addirittura
la propria Carta fondamentale. Il problema è la traduzione letterale di un testo millenario in norme penali,
punizioni e prescrizioni valide per i nostri giorni,operata da regimi fondamentalisti,dittatoriali o autoritari.al
fine di impedire qualsiasi processo democratico.
Negli USA  la pena di morte è sempre stata applicata indistintamente anche nei confronti delle donne,giovanissimi,
anziani,minorati sia mentali che fisici. Ma qualcosa sta cambiando,non solo i metodi d’esecuzione…prima la sedia elettrica,poi la camera a gas e ora l’iniezione letale…nel 2005 la Corte Suprema ha messo fine alla pena di morte ai minori che avevano meno di 18 anni all’epoca in cui hanno potenzialmente commesso il crimine. Nel 2008 la corte Suprema ha dichiarato incostituzionale l’esecuzione dei malati di mente.  Qualcosa sta cambiando,qualcosa cambierà…queste vittorie sono state ottenute grazie a campagne di tante organizzazioni tra cui Sant’Egidio e la
conferma di spostamenti nella stessa opinione pubblica americana sul tema della pena di morte…omicidio di
Stato.
Non si è esitato a presentare la pena di morte come una dolorosa necessità.  non si può negare che gli uomini temano la morte…la temono dopo la condanna e non prima.Nelle nazioni che hanno abolito la pena di morte,
il numero degli omicidi non è aumentato.
Molte legislazioni considerano il delitto premeditato più grave del delitto di pura violenza…ma cos’è dunque
l’esecuzione capitale,se non il più premeditato degli omicidi.la paura devastatrice,degradante che s’impone al condannato per mesi,per anni è una pena atroce per lui e la sua famiglia. chi può garantire che essi erano irrecuperabili o anche innocenti
Questo diritto alla vita,che coincide con la possibilità di riscatto,è un diritto naturale di ogni uomo,persino
il peggiore
Rosanita Galleni

Senzatetto senza diritti

senza-tetto-barboneOnore e rispetto al barbone che a Milano il 15 dicembre senza disturbare nessuno è morto con il primo gelo
di questo inverno:Dormiva nella zona di San Siro nel centro ippico,in uno sgabuzzino…il gelo lo ha vinto.  Tanti
come lui in questi giorni di freddo intenso sono morti in Europa,nonostante il prodigarsi di migliaia di volontari.
Diventare barboni è un attimo,un inciampo,una fatalità e tutto deraglia…brutta parola baarbone,ce ne sono di
più corrette: clochard,senzacasa,senzatetto,senza dimora.
Dormono in strada,nei dormitori,in baraccopoli,dove c’è un rifugio.E’ una popolazione variegata,raramente,e solo nei mesi invernali,si parla di loro. Ci sono senzatetto che non sono clochard,immigrati,nomadi,persone che non chiedono l’elemosina ma vivono in edifici dismessi,in stazione ecc.
Il primo censimento completo dei senzatetto in Italia è stato effettuato il 14 Gennaio 2008 nel comune di Milano,
sono stati censiti quattro mila adulti che dormono in strada o posti provvisori, I tratti distintivi sono infatti ben diversi da quelli dell’iconografia tradizionale del clochard come di un individuo che rifiuta il mondo e le sue
convenzioni ed è pertanto  completamente estraneo dal tessuto sociale. la popoplazione dei senzatetto è prevalentemente composta da uomini di età media di 40 anni in su, Le persone più anziane tendono apreferire la strada ai dormitori,gli stranieri sono più concentrati in baraccopoli. Pewr gli italiani indicano come causa principale della loro situazione,problemi legati alle relazioni familiari e al mercato di lavoro. il fenomeno è notevolmente cresciuto negli ultimi anni anche in Italia.
L’Unione Europea ha incluso tra le priorità proprio l’individuazione di strategie tese ad aumentare la protezione e a favorire l’inclusione sociale di chi non possiede casa.  Questo diritto primario è alla base del vivere sociale,ma purtroppo è spesso disatteso.
certamente è più giusto il reiserimento nel tessuto sociale piuttosto che l’assistenza provvisoria. Le politiche  volte
ad alleviare ed attenuare il fenomeno dei senzatetto,come gli interventi d’emergenza e temporanei,sono sicuramente importanti,ma tendono a cronicizzare e creaqre dipendenza invece di risolvere questo annoso
problema…Diritto di avere una casa e un lavoro.
Rosanita Galleni

Bambini malnutriti

piccolo-bambino-nero-malnutrizioneIl diritto ad una alimentazione adeguata costituisce un diritto fondamentale,sancito con fermezza nel diritto Internazionale. ..nonostante la Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia sia entrata in vigore da vent’anni,ancora oggi la situazione di Bambini e bambine in tutto il mondo è allarmante 178 milioni soffrono la malnutrizione.
Il cibo non basta per i bambini malnutriti allertano Medici Senza Frontiere lanciando un appello affinchè si intensifichino gli sforzi per espandere l’uso dei nuovi alimenti terapeutici (RUTF),pronti per l’uso,per arginare la strage di bambini al di sotto dei 5 anni (5 milioni) che ogni anno muoiono per patologie collegate alla malnutrizione.
I tradizionali aiuti alimentari puntano a combattere la fame ma sono quasi del tutto inefficaci per curare la malnutrizione dei bambini più piccoli.   Il problema non sta solo nella quantità di cibo che un bambino assume…è la qualità che conta…senza il giusto apporto di vitamine e altri nutritivi essenziali i bambini piccoli diventano vulnerabili a malattie che in condizioni normali,il loro organismo potrebbe combattere facilmente.
Oggi sono disponibili risoluzioni alimentari terapeutiche pronte all’uso (RUTF) che contengono tutti gli elementi
nutrizionali ,vitamine e minerali indispensabili ad un bambino per crescere. Questi alimenti speciali si presentano come una crema densa a base di latte in polvere,zucchero e oli vegetali,facili da trasportare,da distribuire e conservare anche nei climi più caldi,sono porzioni monodose pronte per l’uso,facili da dare anche alle madri. Già
dopo due settimane di assunzione appaiono i primi segni evidenti di miglioramento nelle condizioni del bambino.
La lotta alla malnutrizione finisce spesso per essere oscurata da proposte più generali per combattere la fame nel mondo e la povertà. gli aiuti alimentari tradizionali a base di farine arricchite non rispondono ai bisogni dei più piccoli e per questo MSF chiedono che una parte di questi aiuti vengano meglio utilizzati per l’acquisto di alimenti terapetici.
La malnutrizione grave nella prima infanzia è molto comune in varie aree del Corno d’africa,nel Sabel e nel Sud dell’Asia,specialmente in India.
Visti i benefici nutrizionali di questi alimenti,dovrebbero essere usati per tutti i bambini malnutriti al fine di prevenire l’insorgenza di forme più gravi
Il diritto al cibo è il diritto fondamentale e precondizione del diritto alla vita…non dimentichiamolo!
Rosanita Galleni